“Manuale per incaute frequentatrici di AA (Analfabeti Affettivi)” di Concetta Trinidad


Concetta Trinidad, una e trina (si tratta di un’opera a sei mani!), regala a tutte noi, incaute frequentatrici (e non) di Analfabeti Affettivi, un prezioso manuale per riflettere sulla nostra situazione sentimentale o su quella di chi ci sta a cuore. Stabilire a quale grado di analfabetismo affettivo ci troviamo di fronte e dunque liberarci dell’ AA, una volta per tutte, è la missione di Concetta.

A chi non è mai capitato di imbattersi in un AA almeno una volta nella vita e di restarne tragicamente vittima?

Il libro insegna a riconoscere l’ analfabeta Affettivo attraverso un vero e proprio dizionarietto dalla A alla Z. A ogni voce corrisponde un lato del carattere o un cmportamento tipico del nostra AA. Tutto, ahimè, rigorosamente vero, come viene detto nell’introduzione.

L’ Analfabeta Affettivo è una piaga sociale non indifferente.

Sa perfettamente quando usare il bastone e quando la carota. Fa solo sesso però è capace di dolcezze e sorprese per ottenere quello che vuole. Sparisce quando meno te l’aspetti e ricompare quando stavi per dimenticarlo. Non risponde mai a sms o telefonate. I suoi sms sono solo di due tipi, “organizzativi”, “dai quali trapela il grado di affettività che ci si può aspettare da un tostapane”, o sessuali, “dai quali trapela il grado di affettività che ci si può aspettare da un’asciugacapelli”. Con lui sono proibite parole e espressioni come “relazione”, “usciamo con i miei amici”, “convivenza”, per non parlare di “ti voglio bene”.

Concetta ci avverte e ci diverte allo stesso tempo.

Alla voce “Balia” leggiamo: “Siete la sua balia e al tempo stesso siete in sua balìa. Non è straordinario poter riassumere con una sola parola, e solo cambiando accento, la vostra non-relazione con l’AA?”

Quando mi sono imbattuta in questa voce, non ho potuto fare a meno di ridere come una matta e ripensare a un tale che frequentai in gioventù, un Analfabeta Affettivo dalla A alla Z, del quale fui altrochè balia! Un incubo finito, grazie al Cielo.

Infatti, anche se sei tra le fortunate che non hanno a che fare direttamente con un AA - ci spiega la nostra esperta - pensa a quello che ti ha raccontato ieri la tua vicina di casa. E’ ora di documentarsi sull’AA e sconfiggerlo. Come?

La ricetta giusta è quella suggerita da Concetta: amarsi di più, dar retta ai nostri “settimi sensi” (le prime impressioni su un AA sono spesso quelle giuste, quindi possiamo fermarci anche subito!) e ricordarci sempre che sbagliando s’impara davvero a evitare ‘sti maledetti AA che non fanno per noi.

Si soffre, certo. Siamo state tutte delle DTD, “Donne Tremendamente Deluse”, come dice Concetta. Ma si guarisce, ci si ride su e si può addirittura inciampare nel nostro principe azzurro!

Un libro pervaso di una dose di agrodolce ironia e velata poesia, che dice tutta la verità, nient’ altro che la verità sugli Analfabeti Affettivi e sulle loro (innumerevoli) quotidiane vittime.

Degno di nota il formato tascabile, ideale per la pochette.

                                                                                             

Scheda tecnica

Titolo: “Manuale per incaute frequentatrici di AA (Analfabeti Affettivi)”

Autore: Concetta Trinidad

Prefazione: Syusy Blady

Illustrazioni: Michele Soma

Editore: La Linea s.r.l.

Prima edizione: Marzo 2012

ISBN: 978-88-97462-15-6

Prezzo: 9 euro

E se non puoi la vita che desideri


E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

Constantinos Kavafis

1 Marzo 2012


Tu come me,

stella di mare.

Quale allegria,

senza il cucciolo Alfredo.

Una persona


Ancora una volta

chiedi:

perchè ti amo…

Sei una persona.

Tu giochi col primo

gatto che incontri

(e vorresti portarlo a casa…)

e conosci il linguaggio dei bimbi.

T’incantano le foto ingiallite,

ascolti le storie e discorri,

e sai farti amare

dai vecchietti del parco,

a cui strappi sempre un sorriso.

Palmi 2 febbraio 1985

[Sante Notarnicola, La nostalgia e la memoria, Giuseppe Maj Editore, 1986, Milano, p. 95]

Tramonto di città - Francis Scott Fitzgerald


Vieni fuori… fuori

per questa mia notte inevitabile

Oh, bevitore di vino nuovo,

qui è lo spettacolo… il carnevale,

un tramonto opulento, le strade nebbiose

e il sussurro della notte dell’intera città…

Ho chiuso il mio libro di armonie

evanescenti,

(le ombre su di me cadevano nel parco)

e la mia anima era triste di violini e alberi,

e sono stato male per il buio,

quand’ecco all’improvviso mi ha

raggiunto, portando

migliaia di luci, una brezza ossessionante,

e una notte di strade e canti…

Io ti riconoscerò per i tuoi piedi ansiosi

e per i tuoi chiari capelli;

mormorerò frasi liete e incoerenti

aspettandoti qui…

Tutti i volti indimenticabili nel crepuscolo

unirò al tuo,

e le orme come mille ouverture

unirò alle tue,

e ci sarà più ebbrezza che nel vino

nei tuoi occhi dolci posati sui miei…

Violini leggeri dove belle donne cenano,

il fruscio delle gonne, le voci della notte

e il richiamo di occhi amici… Noi andremo

alla deriva come suoni d’estate nell’aria

d’estate…

[Poems, 1911-1940 - Traduzione di Nicola Manuppelli]

Fermarsi e non stare in piedi sui propri pensieri.

Camminare e inciampare nei ricordi, nei sogni e

non sapere cosa diavolo fare.

13 Novembre 2011

How high the moon - Pat Suzuki

1 Aprile 2011

Coldplay - Politik

Mattina insonne


“Perchè sono geloso, semplice, ho paura. La chiamano anche sindrome dell’abbandono e come me sai quante migliaia di cani ne soffrono. Non ci puoi fare tanto, devi tenertela per te, quando sei solo in casa puoi ululare un po’. A me hanno già beccato un paio di volte e l’ho fatta franca, ma d’ora in poi dovrò fidarmi di quelli là che mi ripetono di continuo “Stai tranquillo, torniamo a casa, lo sai che torniamo sempre”.

Bè, giuro che ci provo.

Anche in questo preciso istante.

Ne vale la pena?

Infinite coccole, il cuore che esce dal petto, grattini, risate, libri di manzo, a volte d’arrosto.

Direi di sì, ragazzi.