Tramonto di città - Francis Scott Fitzgerald


Vieni fuori… fuori

per questa mia notte inevitabile

Oh, bevitore di vino nuovo,

qui è lo spettacolo… il carnevale,

un tramonto opulento, le strade nebbiose

e il sussurro della notte dell’intera città…

Ho chiuso il mio libro di armonie

evanescenti,

(le ombre su di me cadevano nel parco)

e la mia anima era triste di violini e alberi,

e sono stato male per il buio,

quand’ecco all’improvviso mi ha

raggiunto, portando

migliaia di luci, una brezza ossessionante,

e una notte di strade e canti…

Io ti riconoscerò per i tuoi piedi ansiosi

e per i tuoi chiari capelli;

mormorerò frasi liete e incoerenti

aspettandoti qui…

Tutti i volti indimenticabili nel crepuscolo

unirò al tuo,

e le orme come mille ouverture

unirò alle tue,

e ci sarà più ebbrezza che nel vino

nei tuoi occhi dolci posati sui miei…

Violini leggeri dove belle donne cenano,

il fruscio delle gonne, le voci della notte

e il richiamo di occhi amici… Noi andremo

alla deriva come suoni d’estate nell’aria

d’estate…

[Poems, 1911-1940 - Traduzione di Nicola Manuppelli]

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