Parallel lines


Oggi ho incontrato un volto, due occhi, che non mi hanno visto.

Ed io non ho avuto il coraggio di fermarli.

Facevano parte del passato.

Del nostro passato chiuso a chiave in un cassetto, tra un libro di Oriana, sogni ad occhi aperti, un cd di Nina e i nostri cuori d’amore e frivolezze.

Ti facco rivivere in molti cantanti e gruppi che ascolto.

Ti faccio rivivere in svariati libri che ho letto e ho intenzione di leggere.

Vorrei essermi scritta tutte le cose che mi dicevi.

Almeno potrei darci un’occhiata, quando la mancanza si fa sentire troppo e devo impiegare tutta la necessaria razionalità sviluppata in questi tre anni e mezzo per soffrire il meno possibile e andare avanti.

Soffrire il meno possibile.

Che cazzo significa?

Un bel niente.

Entrambe continuiamo a seguire questa strada, la stessa strada, in direzioni sconosciute.

Beh, sai cosa ti dico, anche se lo abbiamo sempre saputo?

Che io ti aspetterò.

Per sempre.

Perchè ho fiducia in te. E questa strana parola può fare miracoli.

Può far rincontrare due parallel lines, un giorno o l’altro.